Actuel Marx   en Ligne

MARX E LA SCIENZA
Come il pensiero scientifico ha dato forma alla teoria della società di Marx

Franco SOLDANI
Europaeische Schule Muenchen

Actuel Marx en Ligne   n°3
(31/ 1/2001)

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1. Lo stretto rapporto che Marx ha intrattenuto con la scienza del suo tempo è provato non solo da tutta la sua storia intellettuale privata e pubblica, ma soprattutto dal fatto che non si può conprendere a fondo nessuna categoria del Capitale senza riferirsi al complesso sostrato scientifico che esse implicano. Da questo punto di vista, diventa essenziale tanto capire quale sia stata la comprensione che Marx ed Engels hanno avuto della razionalità scientifica ottocentesca, quanto scoprire quale esito essa abbia poi avuto nel processo di formazione dei concetti marxiani e nel disegnare il loro contenuto conoscitivo specifico.
 2. Marx, ovviamente, aveva una conoscenza di prima mano della scienza del suo tempo. L'assidua frequentazione del British Museum, durante il suo esilio londinese, gli ha permesso di accedere ad una vasta mole di lavori scientifici che a loro volta rappresentano le fonti concettuali della sua sofisticata interpretazione del modo di produzione capitalistico. Naturalmente, non è che Marx mutui meccanicamente, o semplicemente copi, dalla scienza di allora le sue convinzioni. Al contrario. La sua relazione con dette fonti è complessa e multiversa, per niente lineare. Nel saggio vengono discusse quattro idee fondamentali della sua analisi sociale: a. La relazione cause-effetti; b. Il valore; c. Il metodo scientifico inglese; d. La presunta fine della metafisica. 
3. In tutti e quattro i casi, la rilettura del pensiero di Marx alla luce di quella genealogia specifica ha permesso di ricostruire sia i peculiari significati attribuiti dalla ragione scientifica alle sue categorie, sia il significato specificamente sociale che Marx ha loro attribuito, sia infine le prepotenti, nuove tendenze epistemologiche che andavano prendendo forma in quegli anni all'interno della stessa comunità scientifica. Un nuovo paradigma epistemologico stava allora emergendo ad opera degli stessi scienziati direttamente letti da Marx o comunque a lui noti. Mentre questo inedito modello di ragione dà la sua impronta, per vie altamente mediate, a tutta la riflessione di Marx, questi non ha sempre avuto una chiara consapevolezza delle conseguenze teoriche che tale pensiero scientifico emergente aveva su alcuni suoi presupposti filosofici più generali, ed in particolare sulle basilari assunzioni del materialismo storico e del materialismo dialettico. 
4. Se la scienza del suo tempo ci mette in grado di comprendere la sofisticata impalcatura concettuale delle categorie tramite cui Marx legge natura e struttura della società capitalistica, contestualmente essa ci permette anche di capire i punti deboli e talvolta le vere e proprie contraddizioni logiche in cui cade il suo discorso non appena esso viene messo a raffronto con quelle tendenze della razionalità scientitifica che gli sono sfuggite. In effetti, esiste nella concezione di Marx una dialettica profonda tra dati di fatto contrastanti. Da una parte, la scienza della sua epoca risulta essere indispensabile per poter capire la logica del capitale. D'altro canto, la comprensione della dinamica interna del modo di produzione capitalistico rende possibile una migliore delucidazione dei sottili legami che connettono capitale e pensiero scientifico. Infine, quella stessa, sofisticata conoscenza scientifica rappresenta, in specie con i suoi sviluppi novecenteschi, una delle confutazioni più radicali dei vecchi assunti marxiani - e di tutto il marxismo storicamente costituito, occorre dire - in merito alla realtà e al processo di pensiero. 
5. Già con la scienza moderna è divenuto chiaro che non è più difendibile, al contrario di quanto erroneamente si crede ancor oggi, alcuna forma di realismo epistemologico, né la cognizione può più essere identificata con una qualsivoglia interpretazione di un oggetto storico. Se nello studio scientifico della natura l'osservatore riflette soltanto la propria attività concettuale, dando vita ad un processo ricorsivo di acquisizione delle conoscenze, a maggior ragione quando si occupa della società il soggetto non fa altro che confrontarsi con una moltitudine di altre interpretazioni ancora, entro una fitta rete d'interazioni sociali in cui ciò che conta è la solidità e la efficacia esplicativa del suo approccio convenzionalista, la capacità di quest'ultimo di resistere alle refutazioni e di promuovere analisi specifiche del mondo. Se in epoca contemporanea il dominio del capitale si è conficcato negli apparati di macchine che reggono l'organizzazione dell'attività lavorativa - che sono, è bene non scordarlo, scienza oggettivata -, del pari il sapere ha assunto oggi una forma costruttivista (in cui la conoscenza evolve a spirale all'interno della mente) talmente sofisticata che nessuno dei modelli marxisti attualmente esistenti è in grado di far fronte al suo enorme potere confutatorio. 
6. Se le cose stanno così, e fine del saggio è dimostrare che stanno così, allora è ovvio che è oggi indispensabile abbandonare risolutamente tutti i concetti marxisti del passato, ormai datati. Se il marxismo odierno, in tutte le sue varianti, non può più avviare un'analisi soddisfacente della logica interna e più profonda della scienza (dovendo al contrario assumerla come sapere atemporale), del pari nemmeno esso è in grado di capire in che maniera tanto la razionalità scientifica ci obblighi a ripensare tutta la nostra storia pregressa, quanto essa sia assolutamente necessaria al capitale per assicurarne la riproduzione impersonale e virtualmente illimitata. Oggi è ormai improcrastinabile un radicale ripensamento e ridefinizione della concezione marxista della storia e della tradizionale interpretazione marxista della conoscenza. O lo si farà in maniera spregiudicata, vale a dire intellettualmente onesta e ferma, ma in pari tempo totalmente innovativa, oppure il grande patrimonio concettuale consegnatoci da Marx andrà di sicuro incontro, se ne può essere certi, alla sua definitiva uscita di scena.

 

 

 

Content

 

1.      Marx, Marxism, and science
2.      The scientific sources of Marx’s thought
3.      The relationship between causes and effects
4.      Value and its modes of expression
5.      Engels: Die plumpe englische Methode
6.      Marx: Die Teleologie ist kaputt gemacht worden
7.      Towards a new Marxism

 

1. Marx, Marxism, and science

                                                                                                                                                

The relationship between a critical analysis of society and science is the essential feature of a moderne and renewed Marxism, and in any case of every interpretation of capital. Without this vital connexion there is no future for Marx’s thought and for a social analysis inspired by his theory. The current decline of historical Marxism is another clue that reveals the tight bond existing between them, for this Marxism never had any idea about the scientific roots of Marx’s social interpretation. To go beyond such crisis it is essential today to say a firm farewell to the old tradition that the history of this century gave us.

Rethinking the scientific impact on Marx’s conception of the capitalist mode of production is the sole way to give a positive answer to our needs, the main road - not taken until now – following which we may open up new prospects to our social theories.

 

2. The scientific sources of Marx’s thought

 

During his exile in London, from 1850 to the end of his life, and particularly until the publishing of Das Kapital in 1867, Marx continued to study intensively the scientific works of different scholars. Using the rich collections of the British Museum, Marx perfectioned his personal knowledge of science reading a large amount of volumes on technology, astronomy, chemistry, mineralogy, geology, as well as depicted an almost complete frame of the recent discoveries and advances in the scientific field.

He did not do only this. Discussing almost daily with his friend Friedrich Engels he tried to update constantly his bibliografical information and materials on scientific thought. Moreover, following private lessons and courses in mechanics and anatomy, he kept himself in touch with the then raising new evolutionary paradigm and the application of science to the processes of production.

From this complex background Marx borrowed a set of concepts that he used in the analysis of  the capitalistic system. Sometimes his categories carry the same meaning of their scientific source. Other times they change in a subtle way their content, adapting it to the analysis of a different object: society. Finally, some epistemological tendencies of science remained unknown to him, causing conceptual problems to his theory

 

3. The relationship between causes and effects

 

One of the most important idea Marx takes from the science of his time is, no doubt, the specific relationship physics established between causes of phenomena and their empirical, observable and measurable effects.

In fact, this epistemological principle is the basic notion  underlying the major methodological rules of Marx’s conception. As a matter of fact, it is the logical foundation of his distinction between appearance and essence, form of expression or manifestation and the intrinsic nature of capital.

Based on scientific ground, this difference allowed Marx to define the peculiar characteristic of those forms. For their existence is mediated by the specific process of reproduction of capital, apparently they represent social instances without any cause, functioning in an autonomous way. In this manner they conceal their derivative and dependent nature, presenting themselves to the subject mind as the unfounded beginning of everything in society: history, politics, social change, and above all ways of knowing.

With that postulate, Marx explains instead how those social institutions – from profit to market competition, from intentional agents to their global system – are preformed by the inner logic of capital, hence showing their historically subordinate nature.

 

4. Value and its modes of expression

 

The theory of value is a basic concept of Marx’s thought. It is derived from nineteenth-century science, particularly physics, statistics, and astronomy, and at the same time it represents a sophisticated explanation of the invisible thread that connects prices and profits to their root.

Value is the inner cause of its forms - prices and profits – but simultaneously it does not appear directly as their ground. As the physical causes of Laplace’s physics or Condorcet’s mathematics, Marx’s value connects itself to its effects in a very mediated and complex way that helps us to understand how capital shapes and sets in motion the entire economic system.

From this point of view, value explains which secret and not visible mechanism is responsible of the lawlike structure of economy. Irrational market anarchism and rational entrepreneur activity are not what they seem, that’s to say the solely determinants of social reality. On the contrary, they are consequences of a process of development stirred up by value. If apparently they determine everything, substantially they function as mere (essential but subordinate) nuts and bolts of a different “engine”. This fact therefore is a confutation of the economists’ positivistic logic, according to which it can exist only what can be mesured.

 

5. Engels: Die plumpe englische Methode

 

Despite their intensive readings of scientific works, Marx and Engels had not a clear understanding of the real epistemological status of nineteenth-century science. Even if they appreciated Darwin’s work for its historical impact upon biblical tradition, their criticism of him was wrong.

A particular scientific method strictly based on empiricist ground had never existed in England, Darwin had never used an inductivist approach in his research on the transformation of species. As a matter a fact, at the beginning of the Victorian Age, British science teemed with different epistemological models in which a new approach was emerging.

The hypotetico-deductive attitude in scientific research programs was then transforming the study of the physical and the living world, inaugurating a different representation of what was knowledge in the scientific field.

Trapped in their dislike for every “idealism”, Marx and Engels did not notice the new trend, and continued to interpret the scientific thought of their time in a traditional way, as a rational understanding of an objective world outside the observer.

 

6.                              Marx: Die Teleologie ist kaputt gemacht worden

 

Even on the question of metaphysics, the evaluation of Marx and Engels was substantially incorrect. Darwin’s explanation of the living realm did not imply a final exclusion of every a priori or unjustified presupposition from scientific reasoning.

Even if observation, facts and empirical phenomena were for sure basic touchstones for every scientific inquiry, at the same time they were not without theoretical and unverifiable basis. Preliminary assumptions were in any case at work in the logic of science.

From this point of view, the argument against  Natural Theology and Naturphilosophie was groundless and above all not able to refute either of them. These two philosophical schools, as well as the <<scientific realism>> of many German socialist intellectuals against which Marx and Engels fought for a long time, were instead complex and flexible (id est, adaptive) explanations of the world in a certain sense parallel with science.

From an epistemological viewpoint, all of them shared a common principle with scientific rationality, that’s to say the observer’s attitude to form conjectures, hypotheses and speculations through which to interpret the physical reality and the organic world. This common ground introduced the subject mind into scientific knowledge, demonstrating that some postulates, not subject to experimental control, were in any case an essential feature of the scientific intellect.

 

7. Towards a new Marxism

 

This concluding paragraph is in fact a plea for a renewed Marxism capable of interpreting both its history and this social system in a critical way. From my point of view, it is necessary today to leave definitively that complex tradition called historical Marxism and transform profoundly its categories.

Its fundamental concepts are completely useless, and even misguiding, for a clear understanding of capital, and especially for a rational explanation of the inner laws and tendencies that characterize the dynamic nature of our society.

We must learn from science, and drop those ideas and theories recognised as refuted by modern scientific thought. In particular, in my opinion, we should rethink the basic principles of Marx’s conception of history and the traditional Marxist interpretation of knowledge. Without such a radical revision there is no future for a critical analysis of the capitalist mode of production and its social formation, at least from a Marxist point of view.

 

                   Agosto 2000                                   Franco Soldani

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